Il 22 maggio è uscito nelle sale il live action Disney di Aladdin, attesissimo soprattutto per la partecipazione di Will Smith nei panni del Genio.

Anche se non sei fan delle Mille e una notte (o della casa di produzione di Topolino), la fiaba di Aladdin può essere utile per approfondire interessanti concetti di promozione e marketing.

Quindi senza annoiarti oltre, ecco 4 lezioni di marketing che puoi imparare attraverso la storia di Aladdin (che era cinese nella fiaba originale, ma non lo dice mai nessuno. Bah!).

1 Scegli bene i tuoi desideri.

È un giochetto che abbiamo fatto tutti almeno una volta: immagina di avere a disposizione un genio della lampada. Che cosa gli chiederesti?

Perché, sai, è molto ingenuo desiderare di essere ricchi. Aladdin chiede al Genio di diventare un principe e puff, eccolo con tutto l’oro del mondo e centinaia di servitori accondiscendenti, perché pensa sia un requisito sufficiente per il successo, anche in amore. Non ho bisogno di dirti quanto sia un approccio fallimentare.

Anche per la tua attività devi riflettere su quali sono i tuoi veri desideri (obiettivi) e non puntare banalmente alla crescita ad maiora. Non c’è una formula magica per raggiungere Bill Gates nella top 500 di Fortune e il vero successo nasce dal desiderio di portare un cambiamento nella vita delle persone. Sviscera, approfondisci quali sono le sue aspirazioni e segmentale in qualcosa di più concreto e più misurabile, ma soprattutto che abbia un vero valore per te.

2 Parate e pavoni? Anche no.

1000 cammelli d’oro, 100 scimmie bianche, pavoni, elefanti, lama, orsi, leoni, fachiri, cuochi e fornai e tanta servitù. Ali Ababua non bada a spese quando si tratta di fare personal branding. Una parata che avrà portato un certo scompiglio in città. Ma alla fine il Genio, come inconsapevole (o troppo consapevole?) marketing manager, gli ha reso un buon servizio? La pomposità paga?

In generale no e Aladdin lo scopre a sue spese più in là nel film. Perché creare sfavillanti giostre e un circo di meraviglie porta i fruitori a uno stato di ebrezza che lì per lì sembra positivo ma a lungo termine si ritorce contro.

Eccedere nelle scelte di comunicazione porta a darsi un’immagine di arroganza, spocchiosità, di tendenza allo sfarzo fine a se stesso. Perfino chi è davvero multimilionario dovrebbe sempre ricordare che tra chic e kitsch è un attimo. Ecco perché bisogna puntare su qualcos’altro…

3 Trova il tuo tappeto volante.

Aladdin ordina al Genio di mettere su tutto questo ambaradan solo per impressionare Jasmine… Che lo snobba alla grande. Non solo non ne rimane colpita ma arriva a schifarlo. E come mai? Forse la principessa mediorientale non ama le feste o è allergica agli animali esotici? In realtà la sua è una reazione del tutto prevedibile: ti ricordo che la signorina ha una tigre adulta come animale domestico (non un criceto, non un’iguana, non un corgi. Una TIGRE.)

Allora il povero Aladdin non ha nessuna carta da giocare? È davvero troppo parvenu per lei? La soluzione arriva dal suo amico Tappeto Volante. Qualunque emiro può ingaggiare centinaia di persone per lanciare monete d’oro sulla folla astante, ma dove lo trovi uno che ti fa sorvolare la Sfinge in una notte di luna piena (e aggiungi io: su un mezzo 100% ecologico)?

Jasmine ha provato un’esperienza unica che nessun altro mai le avrebbe potuto offrire. Questo ha magicamente (è il caso di dirlo) trasformato quello che ai suoi occhi era un principe viziato e narcisista in una persona sofisticata e piena di risorse.

È da tempo che affermo che oggi noi, tutti noi, dobbiamo vendere esperienze e non solo prodotti o servizi. È la sensazione, emozione o ricordo che suscitiamo che porterà il nostro cliente al WOW. Se non sai ancora qual è il tuo tappeto volante, questa è una buona occasione per fare un bilancio del tuo business e capire cosa davvero ti distingue. E investi tutto su quello.

4 Sii te stesso per vincere.

Ora che hai scelto saggiamente i tuoi obiettivi, hai eliminato l’eccesso e coltivato la tua migliore qualità, devi ammettere un’ultima cosa: non puoi essere chi non sei. Così come Aladdin non è Ali Ababua, tu non puoi forzatamente fingere un’altra natura. Se sei un piccolo negozio di scarpe ad Alessano, non venderti come il punto di riferimento per le calzature in tutto il Sud Italia. Se hai appena aperto un’agenzia viaggi a Pinerolo, non insistere sui tuoi tour ineguagliabili. Risulteresti ridicolo e preso da manie di grandezza.

Ti svelo un segreto: essere se stessi è molto più interessante di quanto sembri. Anche questo ce lo insegna Aladdin. La sua prima grande avventura non la vive perché è il padrone del Genio. Il ragazzo viene scelto per entrare nella Caverna delle Meraviglie solo per il suo animo puro. Non perché in preveggenza sarebbe diventato un principe farlocco, ma per quello che già era: una persona semplice che agisce sì d’istinto ma in profonda empatia con gli altri.

Certo questo non significa che il negozio di Alessano non debba promuoversi come un buon punto vendita o che l’agenzia di Pinerolo non proponga davvero ottimi viaggi. Bisogna imparare a essere la versione migliore di se stessi, non la versione peggiore di un altro. Riconoscere i propri limiti, partire da lì e dare il massimo senza immediate pretese o annunci imperiali. D’altronde alla fine quello che ci ricordiamo di Aladdin è la frase: «Ti fidi di me?» e la fiducia si conquista solo nella sincerità.

Bene queste sono le mie riflessioni. Ti vengono in mente altre idee rispetto alla fiaba di Aladdin? Allora la sezione commenti è tutta tua!

Salam aleikum,

Enrica

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